il Volantino Gennaio 2012 - Mensile di cronaca e informazione - Fondato e diretto da Pietro Gallo

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Evasione fiscale sui terreni agricoli. Sul fronte evasione fiscale il Comune di Lamezia batte cassa e si attiva con accertamenti mirati. Almeno stando a quanto dichiara una nota di Palazzo Maddamme in cui si legge come il Comune, nei giorni scorsi, abbia inviato “accertamenti relativi a terreni in zone agricole o con destinazione  urbanistica diversa di cui sono state rilevate posizioni irregolari relativamente all'Ici nell'ambito delle dovute attività di contrasto dell'evasione fiscale”. Sempre secondo quanto riferito dal Comune, lo stesso avrebbe proceduto ad “una ridefinizione su base cartografica, con il supporto di un consulente esperto, delle banche dati dei tributi che ha consentito per il solo 2006 l'individuazione di diverse posizioni irregolari riferite ad altrettanti  terreni non assoggettati ad Ici. Alla fine dello scorso mese di dicembre - aggiungono - attraverso un innovativo servizio di poste italiane, sono state regolarmente inviati avvisi di accertamento per circa la metà delle posizioni individuate e nei prossimi mesi l'ufficio sarà pronto a completare la fase di definizione e di invio degli avvisi riguardanti le rimanenti posizioni. Ad oggi sono pervenute richieste di riesame o di annullamento degli avvisi notificati rappresentanti meno del 5% di quanto inviato. Quasi altrettanti contribuenti si sono recati nel medesimo periodo presso l'Ufficio tributi del Comune che ha fornito tutti i chiarimenti richiesti”. Infine, dal Comune si sentono d “rassicurare” i cittadini “distratti” spiegando loro che sarà garantita “la massima assistenza da parte degli Uffici nella definizione della propria posizione mantenendo l'attuale livello di attenzione che all'occorrenza potrà essere ulteriormente potenziato”.

Destinavano gasolio agevolato a usi diversi. Un'associazione a delinquere dedita al traffico di prodotti petroliferi è stata sgominata dai finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria di Catanzaro, in un'indagine delegata dalla Procura di Vibo Valentia. Gli investigatori hanno accertato un'evasione fiscale per nove milioni di euro e hanno segnalato all'autorità giudiziaria 15 soggetti. Il meccanismo consisteva nel destinare fraudolentemente il prodotto petrolifero ad accisa agevolata a usi diversi da quelli consentiti. La società vendeva il gasolio a soggetti formalmente autorizzati ma di fatto non operanti. I clienti risultano avere sede a Malvito, Spezzano della Sila e San Donato di Ninea (Cosenza). Le autocisterne invece scaricavano il prodotto in aziende compiacenti dislocate lungo diverse province calabresi che non avevano titolo a riceverlo. La Guardia di Finanza ha sequestrato due depositi operativi di stoccaggio in provincia di Catanzaro e Cosenza e venti autocisterne. Sono stati accertati un'evasione fiscale di sei milioni e mezzo di euro di accisa e due milioni e mezzo di Iva, con un consumo in frode di circa 19 milioni di litri di gasolio agricolo agevolato.

«Fra i tanti regali di Natale che imprese e cittadini calabresi hanno ricevuto, quello di Trenitalia è sicuramente il più umiliante». Lo afferma in una nota il Presidente degli industriali della Calabria, Giuseppe Speziali. «Non ho altre parole - aggiunge - per definire la decisione di sopprimere numerose corse di treni che altro non producono se non l'ulteriore marginalizzazione ed isolamento di una intera area del Paese cui si impedisce, per la scelleratezza di qualcuno, di essere parte integrante di una nazione civile. Non bastassero la crisi, i sacrifici che bisogna sopportare per tirare fuori l'Italia da una situazione difficile, ci si mettono anche le ferrovie a complicare una situazione che per la Calabria ed il Mezzogiorno è già di per sè molto pesante. Nel mentre da un lato le più alte cariche dello Stato evidenziano come lo sviluppo del Paese passi attraverso lo sviluppo del Sud, dall'altro le azioni che si mettono in campo in tema di trasporti ferroviari di fatto cancellano quelle sono le precondizioni minime per lo sviluppo del territorio». «Ma come si può pensare - prosegue Speziali - di sviluppare intere aree del Paese se si viene tagliati fuori, senza alcuna logica, dai collegamenti ferroviari necessari per garantire l'interazione economica, sociale e civile con le regioni più avanzate? Chi pagherà il costo di questi tagli? Sicuramente non Trenitalia, ma cittadini ed imprese calabresi e meridionali. Per questo è molto importante e significativo le azioni che Regioni, anche politicamente diverse fra loro, stiano facendo sinergia ed azione comune per riuscire a ribaltare una scelta che ci porta via non solo dall'Europa ma dall'Italia stessa». «Sotto questo profilo, come Confindustria, siamo - conclude - al fianco della nostra regione e di tutti coloro si stanno battendo in questi giorni, amministratori, sindacati, cittadini, per una battaglia che è prima di ogni altra cosa una battaglia di civiltà e di prospettiva futura per la nostra Calabria». (ANSA).