La Sagra della Fragola 2011

 

La Sagra della Fragola si è svolta sabato 4 Giugno 2011, ed è arrivata alla sua XVII edizione. Ogni anno ad Acconia (Catanzaro) nel mese di Giugno, il paese si mobilita per l'organizzazione dell'evento che ha riscosso il maggiore successo in tutta la provincia. La Sagra si pone come obiettivo principale la valorizzazione di questo meraviglioso frutto. La manifestazione inoltre, vuole presentare e far conoscere i prodotti derivati dalla sua trasformazione come gelati, granite, marmellate, frappé, dolci, macedonia, ecc.. Presenti all'evento i ragazzi del "Nuovi Talenti Festival", gruppo musicale anni '70, la semifinalista del Festival di Sanremo 2011 Micaela Foti, e Aleandro Baldi. Ogni anno il numero dei visitatori aumenta e questo consente di innescare un meccanismo produttivo ed economico che non tocca solo la sagra in se ma si allarga a macchia d’olio a tutta la comunità di Acconia, per cui la maggior parte degli esercenti locali si trova "favorito" da questa massiccia presenza di visitatori che invadono il paese. Un appuntamento quello della sagra, che ha riscosso grande successo tra le imprese agricole locali, che si attivano nell'imminenza dell'evento per l'organizzazione di convegni che hanno come fine quello di avvicinare il mondo della produzione a quello del consumatore. I visitatori hanno modo così di conoscere il percorso di questo frutto, dai preparativi dei terreni per la sua coltivazione fino alla sua commercializzazione, che interessa i più grandi mercati ortofrutticoli d'Italia. Una realtà quella della fragola, che vanta grandi numeri per tutta la Piana Lametina  ed in particolare per la zona di Acconia, particolarmente adatta alla coltivazione di questo frutto.

Originaria delle Alpi, dove cresceva allo stato selvatico, la fragola (Fragaria vesca) veniva chiamata fragrans dai Romani, in omaggio al suo intenso profumo. Sulle tavole dell'antica Roma questo frutto compariva regolarmente in coincidenza con le feste in onore di Adone, alla morte del quale, come narra la leggenda, Venere pianse copiose lacrime, che, giunte sulla terra, si trasformarono in piccoli cuori rossi: le fragole. Fino al XVII secolo, in Europa venivano coltivate piante di specie selvatiche autoctone (Fragaria vesca, Fragaria viridis, Fragraria moschata) e altre introdotte dall'America del Nord (Fragaria virginiano). Il contributo più importante alla coltivazione di questa specie lo fornì un ufficiale francese, che importò dal Cile le piante madri utilizzate come base per la costituzione dell'ibrido Fragaria per ananassa, a cui appartengono tutte le cultivar attualmente diffuse. La fragola è una pianta orticola. I frutti della fragola, nei quali la polpa zuccherina è costituita dal ricettacolo naturale che si sviluppa e diventa carnoso, sono falsi; i veri invece sono molto piccoli, distribuiti sulla superficie del ricettacolo e, di solito, vengono scambiati per semi. Pianta perenne, con foglie trifogliate, lungamente picciolate, tutte basali, costituite da foglioline obovate. I fiori sono sorretti da fusti privi di foglie. La maturazione dei frutti delle fragole avviene da maggio a luglio, per le coltivazioni a campo aperto. La fragola fa aumentare la riserva alcalina e gode di azione dissetante, rinfrescante, diuretica, antiurica e depurativa. E' inoltre indicata per i sofferenti di reumatismi ed ipertensione (stimola, infatti, la produzione degli ormoni che rafforzano il sistema nervoso). In cosmesi si utilizza la polpa dei frutti per preparare maschere ad azione rassodante per pelli rugose; il succo, oltre a lenire le scottature solari, viene usato come ingrediente di composti ad azione schiarente, emoliente e rivitalizzante. Oltre al tradizionale consumo fresco, le fragole possono essere utilizzate in cucina per preparare succhi, sciroppi, sorbetti, creme, marmellate e confetture. La fragola coltivata è una pianta che ama i climi temperati, ma cresce bene anche a 700-800 m, terreni a medio impasto leggero, piuttosto acidi e ricchi di materie organiche, ben lavorati, soffici e freschi. Richiede continuamente azoto e potassio, tanto da esigere forti concimazioni all'impianto e ripetute somministrazioni durante l'autunno e nel periodo di differenziazione delle gemme. A primavera, nel periodo precedente la fruttificazione, necessitano anche di concimazioni fogliari, da distribuire con prodotti anticrittogamici. La moltiplicazione delle fragole avviene più comunemente per stoloni. Ricorrere alla seminagione è impresa ardua per il privato. In genere, la semina viene effettuata per creare nuove varietà. Gli stoloni sono fusti di 30-60 cm che crescono dalla pianta madre, quando raggiungono i 35 cm vanno abbassati e distanziati di una ventina di centimetri dalla pianta madre, coperti con 1 cm di terra e tenuti fermi con un sasso finché non mettono radici. Allora vanno recisi nel punto in cui sono attaccati alla pianta madre, ottenendo una piantina indipendente. L'operazione, fatta tra luglio e agosto, consentirà di avere un raccolto già dalla primavera seguente. Sopra le nuove piantine va steso un telo di plastica nero, bucato in corrispondenza della pianta, che serve per trattenere l'umidità e per evitare la crescita di erbe infestanti. Se non viene steso il telo, sarà necessario innaffiare con maggiore frequenza ed eliminare manualmente le erbacce. Altro modo è quello di acquistare, all'inizio della primavera, piantine vigorose nei vivai, facendo attenzione che le radici, nude, siano sane e ben sviluppate. Vanno scartate le piante troppo secche, con radici macchiate di verde, nero, troppo corte, fragili o striate di rosso. Acquistate le piantine, accorciate le radici a 15 cm, scavate nel terreno ben concimato una buca adeguata alla loro misura, stendetele bene sul fondo e ricoprite di terra fino alla corona delle foglie. Le piantine dovrebbero essere distanziate tra loro di 40-60 cm, in filari distanti tra loro almeno 70 cm. Compattata bene la terra, si procede all'innaffiatura e si copre con il telo di plastica nero. La cura, poi, consisterà in successive innaffiature, nel raccogliere le fragole mature conservando attaccati il calice e un pezzetto di peduncolo. Vanno raccolte quando sono mature, preferibilmente di sera, evitando assolutamente di farle marcire sulla pianta. Per la propagazione a stoloni, non dovrebbero essere conservati che due stoloni per pianta, gli altri vanno recisi dove sono attaccati alla pianta madre. Attualmente si assiste ad un progressivo aumento della superficie coltivata a fragola sotto serra ed una parallela diminuzione di quella a pieno campo, anche quando non viene richiesta una produzione anticipata; questo perchè si vuole evitare il rischio di danni dovuti ad intemperie, visto l’alto investimento che la coltura comporta ed i periodi di raccolta sempre a rischio di pioggia, grandine, brinate, ecc.. La copertura viene fatta con film plastici termici di PVC ed EVA ad alta trasparenza, dello spessore di 0,15-0,20 mm; la copertura crea un microclima che agisce sul ciclo colturale anticipando la raccolta di diverse settimane se posta precocemente (dicembre al Sud, gennaio-febbraio al Nord); prolunga e protegge la raccolta nella coltura autunnale se posta all’inizio della fioritura; riduce il rischio di marciume e permette la raccolta anche durante la pioggia in ogni caso. E’ importante evitare sbalzi termici per quanto possibile ed arieggiare molto; meglio qualche giorno di ritardo nella raccolta che tanti frutti deformi o colpiti da botrite. La temperatura all’interno del tunnel non deve superare di giorno i 28-30°C, nè si debbono formare forti condense che portano a scottature fogliari e a marciumi di fiori o frutti.