a cura di PIETRO GALLO
Succede ogni qualvolta che ci si pone davanti ad un album di vecchie fotografie, specialmente se si tratta del luogo nativo. Accade che la mente ed il cuore vengano travolti da inevitabile nostalgia e chiara inquietudine che si sublimano in una forma di ricordo-rimpianto. Il ricordo di luoghi, aspetti, cose e persone vissuti o semplicemente acquisiti attraverso i racconti dei nostri nonni raccolti attorno al focolare o alla ruota del "braciere" e in tempi più recenti davanti al televisore, provoca un'emozione fortissima, spesso allontanata da un sorriso a labbra serrate di velata malinconia dei tempi passati. Il rimpianto dell'età trascorsa ed il rimorso di non aver saputo o potuto assaporare con più consapevolezza quei momenti, non aver forse capito appieno il valore delle persone e di quelle la irripetibile umanità, caratterizzate da lineamenti di onestà e operosità. Il dispiacere di non aver proposto e perseguito con maggiore passione il proprio contributo di idee e di azioni al miglioramento di questo paese. Tutto questo conduce ad una sola soluzione: la memoria. Spesso le immagini, forse più di ogni altra parola, suscitano particolari emozioni e sensazioni fortissime, facendo rivivere con trasporto momenti lontani e ormai passati. Così la memoria si intreccia con i ricordi e i ricordi con i pensieri percorrendo un viaggio a ritroso nel tempo e nella nostalgia. Ma c'è una magia nel poter fermare il tempo ed è della fotografia. Le foto che raccontano e ricordano divengono un insostituibile elemento di documentazione e confronto e attraverso esse viene stimolato il nostro desiderio di sapere e conoscere e ci induce a riflettere su "come eravamo" e su "come "siamo". La storia di Acconia è ricca di avvenimenti e grandi vicissitudini, fatta di molta gente comune ma che ha concorso a tracciare le linee guida di una comunità che nel tempo ha saputo cambiare ed evolversi. La documentazione fotografica, che mette in risalto gli aspetti della vita, le persone, il lavoro, vuole essere una testimonianza di quanto nel tempo è stato cambiato e trasformato ma a volte anche trascurato. di Pietro Gallo
"Ogni angolo, ogni via, ogni costruzione che nel tempo è stato distrutto o trasformato inesorabilmente, rimane legato ai ricordi e ad un passato che esercita sulla nostra mente un fascino carico di rimpianti e di nostalgia"









Un doveroso ringraziamento a Francesco Molinaro, per la concessione dei diritti sulle foto.